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La Voce del Popolo racconta... Atelier «Il bosco colorato» celebra la fine dell`anno pedagogico tra natura e tradizione. Dove l`educazione assume i contorni dell`esperienza autentica.

  • Immagine del redattore: Elsa Eliv
    Elsa Eliv
  • 1 lug
  • Tempo di lettura: 5 min


VILLANOVA DEL QUIETO | C’è un luogo, tra i boschi e i vigneti che circondano Villanova

del Quieto, nel territorio del Comune di Verteneglio, dove l’educazione assume i contorni

dell’esperienza autentica, del contatto con la natura e della crescita armoniosa della

persona. È l’Atelier “Il bosco colorato”, una delle realtà pedagogiche più originali e

innovative dell’Istria, inserita anche in una ricerca dell’Università Juraj Dobrila di Pola tra

i modelli educativi alternativi assieme ai centri Montessori e alle scuole Waldorf.

Ispirato alle moderne correnti dell’educazione naturale e al movimento europeo delle

forest schools, l’atelier fonda la propria attività sulla convinzione che il bambino impari

meglio quando può esplorare liberamente, osservare, creare e vivere esperienze concrete.

Piccoli gruppi, materiali naturali, sviluppo delle competenze sociali ed emotive e una

stretta collaborazione con le famiglie rappresentano le colonne portanti di una filosofia

educativa che ha trasformato un angolo della campagna istriana in un laboratorio

permanente di vita.


La conclusione dell’anno pedagogico si è trasformata in un momento di festa e

condivisione. Una tradizione che vede coinvolti non soltanto genitori ed educatori, ma

anche i vicini di casa che, con generosità e spirito comunitario, sostengono l’opera

dell’atelier offrendo prodotti provenienti dai propri campi e accompagnando con

discrezione e affetto il cammino di questa preziosa realtà.

Inoltre, questo spirito educativo, ha richiamato durante tutto l´anno numerosi visitatori,

insegnanti e professionisti dell’educazione provenienti anche dall’estero, desiderosi di

osservare da vicino un modello che, come sottolineato dalla responsabile Elsa Demark

Mazalović, trova un’esperienza analoga soltanto a Pola.


Identità e patrimonio condiviso

La prima tappa della giornata, la zona “Forum”, ha fatto da scenario alla recita di fine anno

intitolata “Note nel bosco”, una rappresentazione capace di unire movimento, canto ed

emozioni in un’atmosfera intensa e partecipata.

Ad arricchire il programma è stata la presenza della Comunità degli Italiani di Villanova del

Quieto con la quale esiste una consolidata collaborazione. Una partecipazione che ha

assunto un significato profondo, quello di preservare e tramandare l’istroveneto,

espressione viva delle tradizioni locali. L’Atelier propone infatti percorsi educativi in lingua

croata, italiana e nel dialetto istroveneto grazie all’impegno delle educatrici, nella

convinzione che il patrimonio culturale del territorio appartenga a tutti e rappresenti un

ponte, non una divisione.

Non si tratta di differenze tra culture - ha spiegato la responsabile Elsa Demark Mazalović

- ma di custodire tradizioni che nascono dalla nostra terra, fatte di canti, balli e memoria

condivisa. Abbiamo voluto presentarle ai genitori nella forma più semplice e spontanea,

attraverso il movimento e la musica.

Insieme ai connazionali del sodalizio, bambini e adulti hanno intonato le celebri melodie

“La bella alla finestra”, mentre Alessandro Bratović, dirigente del gruppo folkloristico della

CI, accompagnato dalle voci del gruppo, ha eseguito alla fisarmonica il tradizionale brano

“Sette passi”, regalando un momento suggestivo. Al termine dello spettacolo,

particolarmente toccante è stato il saluto rivolto ai prescolari che lasciano l’atelier per


intraprendere il loro percorso scolastico. In loro onore è stato alzato un brindisi speciale

con succhi preparati utilizzando i frutti delle attività svolte durante l’anno, bibite biologiche

e organiche e sciroppi ricavati dalle piante aromatiche raccolte dai bambini nel corso delle

esperienze educative. Il tutto impreziosito dai vini biologici dei produttori locali, simbolo di

un territorio che continua a sostenere e a credere in questo progetto.


Creatività e natura

La seconda zona, allestita nel bosco e dedicata al gioco libero, ha poi accolto famiglie e

bambini per una coinvolgente caccia al tesoro. Un’attività che, oltre al divertimento, ha

saputo trasformarsi in una riflessione sul valore del percorso compiuto durante l’anno. Lo

scrigno finale custodiva infatti i lavori realizzati dai bambini, piccole opere d’arte create con

materiali naturali, testimonianza tangibile della fantasia e della sensibilità sviluppate

attraverso mesi di esperienze condivise. Successivamente i partecipanti si sono trasferiti

nella zona relax, uno spazio che durante il pomeriggio accoglie il riposo dei più piccoli ma

che svolge anche la funzione di area dedicata alla Land Art, il movimento artistico nato

alla fine degli anni Sessanta che utilizza pietre, rami, terra, acqua e gli elementi stessi

della natura come materia creativa, ridefinendo il rapporto tra essere umano e ambiente.

Qui ha preso vita un laboratorio familiare di scultura tridimensionale. Ogni nucleo familiare

è stato invitato a modellare simboli a forma di cuore o di cerchio. I primi due

rappresentavano madre e padre che, dalla loro unione nasceva l’amore, simboleggiato dal

terzo elemento, il bambino. Un momento che ha saputo coniugare arte, spiritualità e

riflessione, restituendo il senso più autentico del progetto educativo dell’atelier, quello di

coltivare relazioni, emozioni e comunità.


Sapori del territorio

L’ultima tappa della giornata si è svolta nella quarta area, il Giardino didattico, dove

trovano posto l’orto educativo e la cucina esterna. In questo spazio, profondamente legato

alla stagionalità e all’autoproduzione, gli ospiti hanno potuto degustare i crostoli preparati

dalle massaie del sodalizio locale, custodi di una tradizione gastronomica che continua a

tramandarsi di generazione in generazione. Molto apprezzati anche i piatti preparati dai

genitori insieme ai propri figli, un’occasione per condividere ricette, esperienze e prodotti

rigorosamente biologici.

La giornata si è conclusa con l’accensione di un piccolo falò in occasione del solstizio,

antico simbolo di rinnovamento e buon auspicio. Attorno alle fiamme si sono raccolti

bambini e adulti in un clima di intensa partecipazione emotiva, culminato con il tradizionale

salto oltre le braci, gesto propiziatorio legato all’abbondanza dei raccolti e alla prosperità

futura. Un epilogo che ha sintetizzato perfettamente la filosofia dell’Atelier “Il bosco

colorato”, profondamente improntata al principio dello “zero rifiuti”, valore che accompagna

ogni attività e ogni incontro.

Un ringraziamento particolare va ai miei tre colleghi, all’educatrice Anna Katharina Besler,

all’educatore Mitja Petronio e al nostro instancabile tuttofare Željko Mazalović. Grazie alle

persone che credono e sostengono questo progetto, alla Comunità degli Italiani e alla sua

presidente Lorena Lubiana Bellè per la vicinanza e la partecipazione, ai bambini che

hanno vissuto con emozione questa giornata e ai genitori che, nonostante le difficoltà,

accompagnano quotidianamente i loro figli a Villanova percorrendo anche cento chilometri

al giorno. Ho voluto regalare loro qualcosa di diverso dal consueto saluto finale, uno

spettacolo, laboratori, canti, balli e momenti di condivisione. Una sorpresa riuscita grazie

alla loro apertura e al loro entusiasmo", ha dichiarato Elsa Demark Mazalović.


Ora l’atelier osserverà una breve pausa prima di aprire una nuova pagina della propria

attività. È infatti in preparazione un programma che comprenderà un centro estivo di

quattro settimane dedicato ai bambini dai quattro ai tredici anni. Segno che, nel cuore

verde della valle del Quieto, continua a crescere un’esperienza educativa che ha saputo

trasformare la natura in maestra, la comunità in famiglia e la tradizione in futuro.


Di Erika Barnaba

(La Voce del Popolo del 25.06.2026)




 
 
 

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